Il tetto di Tōkyō

12 agosto, 2008 alle 0:01 | Pubblicato su Narrazione, Pensieri | 2 commenti
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Tōkyō è organizzata come un immenso bentō. Avete presente quelle casseruole con tanti scomparti che usano i giapponesi per portarsi appresso il pranzo preparato a casa? Ecco. C’è un posto per tutto, e tutto è compattato alla perfezione. Shinjuku ovest è il quartiere della politica e degli affari. Shinjuku est è la patria dello shopping. Nel parco di Ueno c’è lo zoo e tutti i musei più importanti. Ad Akihabara trovi ogni possibile elettrodomestico, dalle aspirapolveri ai traduttori elettronici multilingue. E via discorrendo.

Sono proprio questi i posti che abbiamo visitato oggi io e Carlotta. A scortarci c’erano due scagnozzi di Yoda-san (tali Ojima-san e Tsunokami-san), molto professionali e gentili, che ci hanno condotto attraverso le mille sale del Museo di Scienze Naturali con infinita pazienza e hanno perfino acconsentito a lasciarci soli per un’oretta a perlustrare i depāto (department store) di Akihabara*. Come se non bastasse, ci hanno portato all’Hard Rock Cafe e in due ristoranti favolosi, uno al cinquantesimo piano del Sumitomo building, l’altro al trentanovesimo del World Trade Center. (Sì, c’è anche a Tōkyō.)

Per tre volte abbiamo ammirato la città dall’alto (in mattinata eravamo stati anche sull’observation deck del Tōkyō-tō-chō, il palazzo del governo municipale). È sempre emozionante. A volte, guardandola così a volo d’uccello, mi sembra incredibile che Tōkyō possa essere davvero un’opera umana. E per di più, un’opera recente, ricostruita per intero negli ultimi sessant’anni, dalla fine della guerra a oggi. 

Secondo me, a guardare Tōkyō dal cielo, anche Dio spalanca la bocca. 

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* Questi depāto sono autentiche cattedrali kitsch della religione elettronica, completamente impacchettate da cartelloni in stile manga e ripiene di tutte le possibili meraviglie tecnologiche. Per la strada, lolite dark con gambe nude, pizzi, crinoline e zatteroni da dieci centimetri distribuiscono i volantini dei vari negozi. Dovunque, casino a non finire. Una delle immagini più evidente di quello che per i buddhisti è il vortice del samsara.  

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Meraviglie

11 agosto, 2008 alle 0:00 | Pubblicato su Esperienze, Narrazione, Pensieri | 2 commenti
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_Oggi_ è stato uno di quei giorni che non si dimenticano. Siamo tornati da Karuizawa in mattinata con lo Shinkansen (che _è_ arrivato alla stazione di Tōkyō Ueno con quattro scandalosi minuti di ritardo) e siamo stati prontamente indirizzati verso i nuovi appuntamenti. Primo, pranzo al Meguro Gajōen (assieme a Carlotta). Secondo, incontro con Yoda-san al Thinkpark di Shinagawa (da solo). Sono più impegnato di un capo di stato in visita ufficiale. Continue Reading Meraviglie…

Altre possibili descrizioni di Tōkyō

3 agosto, 2008 alle 0:04 | Pubblicato su Pensieri | 2 commenti
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Tōkyō somiglia a un tessuto. Si estende indefinitamente in tutte le direzioni ed ogni suo punto è sostanzialmente indistinguibile dagli altri. Roma non sarebbe la stessa se Via della Conciliazione fosse spostata di fronte alle terme di Caracalla e il Colosseo venisse scambiato con lo Stadio Olimpico. Per Tōkyō questo non vale. I vari quartieri potrebbero essere rimescolati come le tessere del gioco dei quindici e tutto sarebbe sostanzialmente immutato – ovvero, non ci sarebbe alcun modo di ricostruire la successione corretta. 

Tōkyō è come un immenso casellario. La parte non sottintende il tutto. Il tutto è prodotto dalla semplice accumulazione delle parti. Tōkyō è un insieme di scatole che contengono scatole che contengono scatole. I condomini somigliano spesso a portapenne o a tubetti di medicinali; danno l’impressione di essere pensati per stipare in modo quanto più razionale una grande quantità di oggetti.

Certi angoli di Tōkyō sembrano lontanissimi da Tōkyō. Nel ventre di Tōkyō c’è spazio, c’è silenzio, c’è pace. Questa stanza, per esempio: il magnifico living di casa Furuya immerso nella notte, illuminato dalle lampade. Se non fosse per un rumore attutito dalla strada, lo si potrebbe facilmente immaginare sospeso nello spazio siderale. Lo si potrebbe facilmente immaginare come l’unica cosa esistente in tutto l’universo, uno spazio chiuso privo di un qualsiasi lato esterno.

Tutti gli ambienti, a Tōkyō, sembrano avere soltanto un lato interno. Tōkyō stessa, vista da dentro, sembra infinita, senza uscita. Il labirinto perfetto.

Pomeriggio con i signori Furuya

3 agosto, 2008 alle 0:02 | Pubblicato su Narrazione, Pensieri | Lascia un commento
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Comincia con la classica domanda: “Guido-kun wa kyō no gogo, nani wo shitai desu ka?”, che vuoi fare oggi pomeriggio? Continue Reading Pomeriggio con i signori Furuya…

Hādo sukejūru

2 agosto, 2008 alle 0:00 | Pubblicato su Esperienze, Narrazione, Pensieri | Lascia un commento
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Il titolo è la traduzione in Japlish di hard schedule. Si capisce, no? Oggi io e Carlotta avevamo in programma due cose importanti: la visita guidata di Tōkyō in autobus (assieme ad altre decine di turisti occidentali) e un welcome party a casa di Furuya-san. Il giro in autobus è stato un perfetto esempio di turismo alla giapponese: moltissime tappe in pochissimo tempo. L’impressione è che volessero farci vedere Tōkyō una volta per tutte, in modo da non doverci più pensare in futuro. Continue Reading Hādo sukejūru…

La prima passeggiata. Da solo

1 agosto, 2008 alle 0:01 | Pubblicato su Narrazione, Pensieri | 3 commenti
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Sasage-san, kyou no gogo sanpō ni itte mo ii desu ka?”, posso andare a fare una passeggiata questo pomeriggio?

Mi aspettavo un sì o un no, non certo che si mettesse a spulciare guide e a telefonare a destra e a sinistra per trovare un posto dove farmi andare!

Avrei dovuto immaginarlo. Per un giapponese, l’idea che un turista possa andare a zonzo per la città senza una meta precisa dev’essere semplicemente insensata. Dopo lunghe riflessioni, Sasage-san mi ha consigliato di andare al Tōkyō Teleport (terepōto) di Odaiba, un vasto quartiere commerciale su un’isola artificiale a un quarto d’ora di treno da qui. Ci sono andato. In un modo o nell’altro sono riuscito nel mio intento: passeggiare, pensare, e trovare un po’ di Giappone autentico da fotografare e ricordare. Al ritorno, in un guizzo di serendipità sono sceso dal treno una stazione prima (Ōi-machi anziché Ōsaki). Dopo trecento metri a piedi avevo già perso l’orientamento. C’era un’atmosfera dolcemente malinconica che le luci della sera non facevano che accentuare. Ho sentito nostalgia di casa e al tempo stesso ho sofferto della consapevolezza che non riuscirò mai a vedere tutto e a capire tutto, per quanto possa sforzarmi. Mi sono ritrovato in un angolo di quartiere (nella foto) che sembrava un piccolo paese rurale inglobato dalla grande città, come un pesciolino nel ventre di una balena. Non c’era alcuna speranza di raggiungere Ōsaki a piedi. Ho deciso quindi di ritornare alla stazione di Ōimachi e di fare in treno anche l’ultimo tratto. 

Tōkyō è grande. Tōkyō è anche più grande.

Prime impressioni su Tōkyō

31 luglio, 2008 alle 0:04 | Pubblicato su Pensieri | Lascia un commento
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Tōkyō sembra un frattale. Contiene un’immagine dell’infinito a qualsiasi scala la si guardi. Non è solo la città più grande del mondo, ma è anche la città a più alta definizione del mondo. Le nostre città, monumentali, ordinate, sembrano un po’ indistinte al confronto, se osservate con una risoluzione di qualche metro. Le pareti dei nostri condomini e palazzi sono omogenee, non presentano sorprese, sono fatte per essere fotografate da lontano, vanno bene per le cartoline panoramiche. Tōkyō invece no, Tōkyō è un brulicare disordinato e imprevedibile. Più metti a fuoco e più scopri nuovi particolari dove non te li aspetteresti (viadotti, negozi, ingressi, scritte, luci, cavi, finestre, pali, bidoni, cabine telefoniche). C’è tutto anche da noi, ma non con la stessa varietà e soprattutto senza quello speciale estro nel produrre disordine che qui è la legge. Eppure, Tōkyō è incredibilmente pulita. Niente cartacce, merde di cane, ecc., sembra assurdo solo pensare che possano esserci. Tōkyō pare un essere vivente, ma – almeno per il momento – non mi fa paura.

Riassunto degli eventi più recenti

31 luglio, 2008 alle 0:02 | Pubblicato su Narrazione | 3 commenti
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30 luglio, ore 12 (italiane) – Partenza da Milano Malpensa.

Ore 13 (GMT) – Arrivo a London Heathrow.

Ore 15.45 – Partenza da London Heathrow. Per un pelo, la quiete dell’internet point nella Lounge per i viaggiatori di prima classe rischiava di farmi perdere la coincidenza.

Ore 18 circa – Cena offerta da British Airways: simil-sashimi (pesce crudo) e simil-teriyaki (pesce alla griglia con riso e salsa agro-dolce-piccante). Continue Reading Riassunto degli eventi più recenti…

Dove sono?

31 luglio, 2008 alle 0:01 | Pubblicato su Informazioni | Lascia un commento
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A Tōkyō, Shinagawa-ku, da qualche parte. Davvero, non saprei spiegarlo meglio di così. So che nei paraggi ci sono le stazioni di Gotanda e di Ōsaki e ho una vaga idea di dov’è il mare (alla mia destra, guardando fuori dalla finestra. Comunque non si vede). Sulla cartina sono riuscito a individuare l’università Risshō, che si trova a un isolato da qui, ma non ho capito qual è la mia via e ho rinunciato a cercarla. (Domani comprerò un’altra cartina.)

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Aggiunta successiva: ho ricostruito il mio indirizzo completo. Eccolo:

Tōkyō-to, Shinagawa-ku, Ōsaki 4-2-13

Traduzione:

Metropoli di Tōkyō, quartiere speciale di Shinagawa, distretto di Ōsaki 4, isolato 2, edificio 13

Per la precisione, sono all’undicesimo piano, appartamento 1103.

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