Abbiocco

10 agosto, 2008 alle 0:01 | Pubblicato su Narrazione | Lascia un commento
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Alla fine è arrivato. Il principio secondo cui è inutile perdere tempo a dormire fin tanto che sono qui in Giappone oggi ha subito un duro colpo. Dopo pranzo, quando Harada-san ha suggerito di tornare a Karuizawa a riposarci un po’ (Nagano è una bella città, ma a parte lo Zenkōji non c’è molto da vedere), ho colto la proposta come un’opportunità irripetibile. (Sono n notti che dormo al massimo sei ore, sei ore e mezza.) Appena montato sul treno sono crollato e per tutto il viaggio mi sono tenuto pervicacemente attaccato al mio sonno, nonostante non sapessi dove appoggiare la testa e mi si aprisse di continuo la bocca, involontariamente. Quando abbiamo dovuto cambiare treno, quattro stazioni prima di Karuizawa, sono passato da un vagone all’altro come fluttuando su un mare di sonno. Arrivati a casa Harada, mi sono buttato a letto e prima di cena ho dormito altre due ore, pulite pulite. (Anche Harada-san, del resto, ha fatto lo stesso. Che pacchia.) 

Risveglio

5 agosto, 2008 alle 0:00 | Pubblicato su Esperienze, Pensieri | Lascia un commento
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In Giappone dormo meno che in Italia. Vado a letto sempre tardi per riuscire a scrivere tutto quello che mi è successo durante la giornata, e la mattina mi alzo sempre presto per poter fare più cose possibile. Ieri, quando ho fatto il check-in qui all’hotel Raion, mi hanno chiesto a che ora volessi fare colazione. Kuroda-san ha domandato al receptionist quando aprisse il ristorante. Shichi-ji desu, alle sette. Io ho detto allora che alle sette e mezza mi andava bene. Ho subito pensato: sette e mezza?! Ma che cazzo sto dicendo? Purtroppo, ormai era fatta. Non ho avuto la prontezza di correggermi subito e mi sono rassegnato. Sono piuttosto timoroso quando si tratta di alterare il funzionamento del meccanismo organizzativo nipponico con ripensamenti e altre richieste particolari. Non importa. Alle sette e mezza spaccate di stamattina mi sono presentato al ristorante Ran-?-? (sono riuscito a leggere solo un ideogramma su tre) e ho consumato la mia magra colazione in silenzio, con gli occhi persi nel vuoto.

Gli attimi dopo il risveglio sono sempre un po’ problematici. Anche in Italia non sono mai di ottimo umore la mattina appena alzato. Qui è peggio. Quando apro gli occhi, nella mia mente scorrono sempre gli stessi pensieri, nell’ordine: sono sveglio; sono in Giappone; oddio sono in Giappone; aiuto. Dev’essere un riflesso spontaneo del cervello. Quell’oddio e quell’aiuto racchiudono tutta la difficoltà quotidiana di farsi capire in una lingua ostica e di adattarsi a regole che spesso non capisco fino in fondo. 

Ma per fortuna passa presto. Mezz’ora dopo il risveglio sono di nuovo contento di essere in Giappone e pronto a qualsiasi nuova esperienza.

Kashiwazaki

4 agosto, 2008 alle 0:00 | Pubblicato su Esperienze, Narrazione | 1 commento
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Oggi sono a Kashiwazaki (“il promontorio delle querce”). Sono venuto a visitare la centrale nucleare dove lavorano alcuni amici di Kaori-san. Ho incontrato Kuroda-san (che adesso è in pensione) e Sentoku-san [che ci ha portati in giro per la centrale, spiegandomi per filo e per segno come funziona (in giapponese, ovviamente; per fortuna ho capito abbastanza)]. La centrale di Kashiwazaki (nella foto) è la più grande al mondo (ha ben 7 – sette – reattori) ed è stata in parte danneggiata dal tremendo terremoto dell’anno scorso, anche se adesso funziona di nuovo a pieno regime. Continue Reading Kashiwazaki…

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