Ancora cibo

10 agosto, 2008 alle 0:02 | Pubblicato su Esperienze | 2 commenti
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Lo so, tendo a ripetermi. Del resto, non posso fare diversamente. Sembra che per i signori Harada lo scopo principale di questa breve vacanza a Karuizawa sia cancellare anche la più piccola traccia di appetito dai nostri stomaci. Mangiamo in continuazione. Ecco una breve lista delle novità di oggi. Continue Reading Ancora cibo…

Qualche altra giapponeseria (in ordine sparso)

9 agosto, 2008 alle 0:03 | Pubblicato su Informazioni | 3 commenti
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I pasti non hanno orari fissi. Ieri abbiamo cenato alle nove. Stasera Harada-san ci ha portati a cena alle 17 e 45 e abbiamo dovuto aspettare prima di poterci sedere, perché il ristorante era strapieno. Alle 17 e 45.

Il succo di verdure che ho bevuto a colazione in un cartone di tipo brik era dotato di cannuccia telescopica.

L’udon, il soba e tutti gli altri tipi di spaghetti vanno “slurpati” facendo più rumore possibile. Me l’hanno ripetuto in tanti, sembra che ci tengano proprio. Devo ancora capire come sia possibile risucchiare per intero (e rumorosamente) delle fettuccine di pasta lunghe trenta centimetri senza usare i denti e senza strozzarsi.

I mezzibusti dei telegiornali, subito dopo la sigla, guardano in camera per mezzo secondo, poi si inchinano profondamente sulla scrivania e salutano con rispetto i telespettatori. Solo a questo punto sono pronti e possono cominciare a leggere le notizie.  

Tutti i cessi della nazione sono di marca Toto. La Toto è la ditta che fabbrica i water riscaldati con bidè incorporato e le vasche da bagno a tempo che ti chiamano ad alta voce quando l’acqua è pronta. Le questioni più scottanti della vita di un giapponese sono gestite dalla Toto. La Toto è una ditta potentissima. La Toto tiene in scacco il Giappone. Temo la Toto più della Yakuza.

Cibo ecc.

4 agosto, 2008 alle 0:01 | Pubblicato su Esperienze | 4 commenti
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I giapponesi mangiano di più di quanto pensassi. Noi, quando andiamo al ristorante giappo, prendiamo al massimo una portata di sushi e una ciotola di riso al curry (nella speranza di non spendere troppo), loro invece si fanno riempire il tavolo di ogni ben di Dio e mangiano fin che non sono proprio sazi. 

A pranzo, Kuroda-san mi ha offerto soba (spaghetti freddi intinti nella salsa) e tenpura (frittura di pesce e verdure), serviti in quantità industriali. A cena, abbiamo mangiato granchio, sashimi di ishi-zakana (non chiedetemi che bestia è, non sono riuscito a capirlo) e pesce alla griglia, il tutto accompagnato da riso, verdure crude, tè, birra e o-sake.

Non c’è paragone con quello che si mangia nei ristoranti giapponesi in Italia (almeno quelli che conosco io). Anche il modo di mangiare è differente, e spesso al cliente è richiesto di partecipare in qualche modo alla preparazione del piatto. Alla salsa per il soba, per esempio, vanno aggiunti semi di sesamo da tritare con un piccolo pestello. Una volta finiti gli spaghetti, la salsa rimanente va bevuta dopo averla allungata nel sake caldo. – Ci sono decine di usanze come queste. Non si finisce mai di imparare.

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