Japanese inside?

10 agosto, 2008 alle 0:03 | Pubblicato su Pensieri | Lascia un commento
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Stasera abbiamo guardato un incontro olimpico di Badminton doppio femminile (esiste anche il Badminton doppio femminile) fra Danimarca e Giappone. Dopo una sfida agguerrita, degna di una finale, le giapponesine Ōgura e Shiota si sono imposte per 3 game a 2. Durante la partita, mi sono accorto di tifare apertamente per il Giappone. Il che non è poi molto strano (non ho mai avuto particolare interesse per la Danimarca, mentre il Giappone è il Giappone). La cosa strana, però, è che le danesi mi stavano (ingiustamente) antipatiche in quanto non giapponesi. Mi sembravano insipide, anonime, straniere. Abituato a vedere soltanto visi orientali, e ad osservare e a riprodurre atteggiamenti e comportamenti orientali, sto cominciando a considerare l’Oriente come la norma e l’Occidente come l’antitesi alla norma. Di questo passo, prima di partire sarò arrivato a pensare anche a me stesso come a un misero gaijin, un “uomo-di-fuori”…

Preoccupante.

Punto di saturazione

5 agosto, 2008 alle 0:05 | Pubblicato su Pensieri | 2 commenti
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Strano a dirsi, dopo solo sei giorni, ma ho l’impressione che il mio cervello si stia saturando. Non me l’aspettavo. È come se cominciasse a chiedermi un po’ di tregua per rielaborare la gran mole di sensazioni che è stato costretto ad assorbire fino ad oggi. Purtroppo non posso concedergliela, perciò dovrà adattarsi. Sono curioso di vedere che cosa succederà. Potrei scoprire che gli strati più profondi di me sono troppo intrinsecamente occidentali per riuscire a tollerare dosi massicce di Giappone tutte in una volta. Oppure potrei scoprire, superato il punto critico, che sto cominciando davvero a giapponesizzarmi. Per il momento, entrambe le possibilità mi sembrano aperte. (Mi auguro che l’eventuale giapponesizzazione sia comunque reversibile…)

Un’altra cosa che non mi aspettavo era che il mio giapponese peggiorasse anziché migliorare. In questi ultimi giorni ho avuto davvero l’impressione di parlare come un bingo-bongo. Spero che si tratti soltanto di una maggiore consapevolezza: può darsi che non sia davvero peggiorato, ma semplicemente che mi accorga soltanto adesso degli errori che facevo anche prima. Staremo a vedere. È anche vero che quando sono tranquillo e rilassato e ho fiducia nella benevolenza dei miei interlocutori riesco a parlare in modo accettabile. Chiederò esplicitamente che mi correggano quando sbaglio. Voglio migliorare a tutti i costi. 

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