Rasshuawā

7 agosto, 2008 alle 0:03 | Pubblicato su Esperienze, Narrazione | Lascia un commento
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Ho sperimentato l’autobus e la metro. Sul pavimento dell’autobus si potrebbe mangiare tranquillamente e i sedili sono imbottiti di gomma piuma. Una pulizia e una comodità quasi inverosimili. La metro invece è un’altra cosa. Adesso posso dire di aver provato una vera rasshuawā, la ressa dell’ora di punta (rush hour). Quella che ho descritto ieri faceva ridere, al confronto. Dopo gli hanabi, la stazione di Shibuya era congestionata e quando si sono aperte le porte ci siamo visti invadere il vagone da un’orda sovrumana. La signora Tanaka lo aveva previsto e ci aveva fatti stringere lungo un lato del corridoio: watashi wa Guido-kun wo mamotte, Guido-kun wa Karurotta-chan wo mamorimasu, io proteggo te, tu proteggi Carlotta. Risultato: appena il vagone ha accelerato, tonnellate di massa umana ci sono letteralmente franate addosso come una necessità inevitabile. Tanaka-san ha detto che di mattina è anche peggio.

In mezzo quella bolgia, sono riuscito a rivolgere la parola a un bambino affogato nell’interstizio fra me e sua madre: daijōbu, tutto ok? Ho visto soltanto la sua testolina andare su e giù, hai, daijōbu.

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