Yakata-bune

26 Agosto, 2008 at 0:01 | In Uncategorized | 2 Comments

Un’altra serata indimenticabile. (La penultima.) Lo yakata-bune (barca-castello) è una chiatta coperta attrezzata a ristorante. Ce ne sono diverse che alla sera partono da Shinagawa per la baia di Tōkyō e si radunano in prossimità del Rainbow Bridge, il grande ponte sospeso che funge da ingresso al porto. A bordo, si mangia o-sashimi e tenpura, si canta il karaoke e si ammira il panorama sulla città illuminata. Continue reading Yakata-bune…

Ikebukuro, Harajuku

26 Agosto, 2008 at 0:01 | In Uncategorized | 3 Comments

Per la prima volta io e Carlotta ci siamo organizzati la giornata da soli (evviva) e per la prima volta il programma (fin qui infallibile) ha fatto fiasco. Volevamo visitare il Ghibli Museum di Miyazaki Hayao*, ma quando siamo arrivati al parco Inokashira di Mitaka abbiamo scoperto che era chiuso. E il bello è che sulla lettera di invito (perché ovviamente il Rotary ci ha procurato una lettera di invito) c’era scritto chiaramente (in giapponese) chiuso il martedì. Ecco cosa succede a fare le cose all’italiana. Siamo tornati a Shinjuku con le pive nel sacco. Continue reading Ikebukuro, Harajuku…

Siamo agli sgoccioli

26 Agosto, 2008 at 0:00 | In Uncategorized | Leave a Comment

Tutto sta finendo troppo in fretta. Oggi è il penultimo giorno, domani sarà l’ultimo. Giovedì tornerò in Italia. In questi ultimi momenti mi sento particolarmente confuso. Ho l’impressione che non sia trascorso affatto un mese da quando sono arrivato qui, ma un unico  interminabile giorno pieno di eventi disordinati. A seconda di come ci penso, mi sembra che questo periodo in Giappone sia stato al tempo stesso lunghissimo e brevissimo. (È una sensazione tipica. La confusione è il modo in cui il cervello risponde a uno stimolo imprevisto e prolungato, abbastanza intenso da scardinare tutte le abitudini consolidate.)

Discorsi pseudo-filosofici a parte, ho la netta sensazione che sto per andarmene senza aver fatto qualcosa che avrei potuto e/o dovuto fare. Questa sera, osservando lo scorrere inflessibile dei treni lungo i binari della linea Yamanote, ho pensato che tutto il meccanismo di Tōkyō continuerà a funzionare anche dopo che io me ne sarò andato, senza accorgersi minimamente della mia assenza, e che io non sarò forse mai più parte di questo meccanismo. Potrei non tornare più. Sento che c’è qualcosa di profondamente ingiusto e sbagliato in tutto questo.

– Non so davvero se riuscirò a trovare una conclusione decente a queste pagine.

Blog su WordPress.com. | Theme: Pool by Borja Fernandez.
Entries and comments feeds.