Party serale
22 Agosto, 2008 at 0:01 | In Uncategorized | 2 CommentsÈ cominciato l’ultimo atto del nostro soggiorno: la gita a Kawaguchi-ko e Yamanaka-ko, due laghi ai piedi del monte Fuji. Passeremo metà del tempo con tre soci del Rotary [Mezaki-san, Kanō-san (quello dei kimono) e un terzo di cui ignoro il nome] e l’altra metà al fantomantico “Summer Camp”, una specie di campo scuola per gli studenti che partecipano allo Youth Exchange Programme del Rotary*.
Dopo la riunione odierna del club, siamo partiti alla volta di Kawaguchi-ko. Mezaki-san ci ha accolti nella sua casa di montagna, che sembra un piccolo Overlook Hotel in versione giapponese. Continue reading Party serale…
Voglio tornare
22 Agosto, 2008 at 0:00 | In Uncategorized | 3 CommentsA casa, ovviamente. No, non sono stufo di stare qui, ma sento che è arrivato il momento di fermarsi per riordinare un po’ le idee. Sono un po’ stanco, lo ammetto. Per tre settimante ho assorbito esperienze incredibili a un ritmo forsennato. Non credo che riuscirò a resistere ancora a lungo. È il momento di tornare e dare alla mente un po’ di tregua.
Per la prima volta, dopo ventidue giorni, sento nostalgia dell’Italia, intesa come luogo fisico e come panorama mentale. Mi mancano certe serate triestine, il mare, gli angoli di casa, il mio pianoforte. Qui mi sono sentito molto più a casa di quanto avrei mai potuto sperare, ma non sono davvero a casa. È inutile negarlo.
Ma più ancora dell’Italia mi mancano gli affetti che ho in Italia. (È dal primo giorno che mi mancano, a dire il vero.) È dura non poter sentire la mia famiglia e tutte le persone che amo quando davvero ne avrei voglia o bisogno. È dura non poter condividere con loro tutto quello che provo in tempo reale. Ed è ancora più dura far capire a una ragazza lontana che il mio pensiero è sempre saldamente sintonizzato su di lei, a qualsiasi ora del giorno e della notte, a dispetto dei chilometri e del fuso orario e di tutte le emozioni travolgenti che ho provato da quando sono qui.
– Tento di farlo attraverso queste pagine. La timidezza e la discrezione mi impediscono di dire tutto quello che vorrei, ma non importa. Lei (che mi legge) sa leggere al di là delle parole, e in questo momento, ne sono certo, sorride.
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