六本木

16 Agosto, 2008 at 0:02 | In Uncategorized | 4 Comments

Non è bello questo nome? Roppongi. Tre ideogrammi quasi uguali eppure sottilmente diversi. Vogliono dire i sei alberi. Secondo la leggenda, in questa zona di Tōkyō esistevano anticamente sei alberi possenti, visibili anche da lontano. Oppure si trattava di sei samurai che avevano tutti il segno di albero (木) all’interno del nome. (Il bello delle leggende è che possono essere prese per vere anche quando si contraddicono a vicenda.) Continue reading 六本木…

Shinjuku

16 Agosto, 2008 at 0:01 | In Uncategorized | Leave a Comment

Ogni tanto il guinzaglio del Rotary mi va un po’ stretto. Sono tutti gentili e disponibili oltre ogni immaginazione, ma alle volte si prendono anche troppa cura di me.

Oggi sono riuscito ad andare a Shinjuku* da solo. Dovevo comprare un nuovo adattatore per la spina del computer** e volevo approfittare dell’occasione per fare un giro per i negozi. Furuya-san mi ha sconsigliato di andare a Shinjuku perché è sempre pieno di gente e l’adattatore lo potevo trovare anche ad Ōimachi, a una sola stazione di distanza. Io ho fatto di testa mia e sono andato lo stesso a Shinjuku. Speravo proprio di trovare un po’ di gente, di immergermi nel tipico casino tochiese, di muovermi (per una volta) in modo casuale e non programmato. Eccheccavolo. Ho ventisette anni. 

Shinjuku per me è un luogo mitico, una Mecca laica. Continue reading Shinjuku…

Sogno

16 Agosto, 2008 at 0:00 | In Uncategorized | 2 Comments

Stanotte ho sognato di ripartire per l’Italia. Tutte le persone che ho conosciuto da quando sono qui venivano a salutarmi in riva al fiume Sumida (non so perché, ma nel sogno partivo in barca), ed io ero triste, molto triste di doverle abbandonare. 

In questo momento, invece, sono triste di non poter abbracciare tutte le persone che vorrei abbracciare e che attualmente si trovano a circa diecimila chilometri di distanza da qui.

Questa questione della separazione fisica è davvero difficile da accettare. È un vero peccato che noi esseri umani non abbiamo degli organi sensoriali capaci di farci sentire vicini anche quando siamo lontani. 

È un difetto che forse in un’altra vita verrà corretto.

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