Altre possibili descrizioni di Tōkyō
3 Agosto, 2008 at 0:04 | In Pensieri | 2 CommentsTags: Disordine, Labirinto, Scatole, Tokyo
Tōkyō somiglia a un tessuto. Si estende indefinitamente in tutte le direzioni ed ogni suo punto è sostanzialmente indistinguibile dagli altri. Roma non sarebbe la stessa se Via della Conciliazione fosse spostata di fronte alle terme di Caracalla e il Colosseo venisse scambiato con lo Stadio Olimpico. Per Tōkyō questo non vale. I vari quartieri potrebbero essere rimescolati come le tessere del gioco dei quindici e tutto sarebbe sostanzialmente immutato – ovvero, non ci sarebbe alcun modo di ricostruire la successione corretta.
Tōkyō è come un immenso casellario. La parte non sottintende il tutto. Il tutto è prodotto dalla semplice accumulazione delle parti. Tōkyō è un insieme di scatole che contengono scatole che contengono scatole. I condomini somigliano spesso a portapenne o a tubetti di medicinali; danno l’impressione di essere pensati per stipare in modo quanto più razionale una grande quantità di oggetti.
Certi angoli di Tōkyō sembrano lontanissimi da Tōkyō. Nel ventre di Tōkyō c’è spazio, c’è silenzio, c’è pace. Questa stanza, per esempio: il magnifico living di casa Furuya immerso nella notte, illuminato dalle lampade. Se non fosse per un rumore attutito dalla strada, lo si potrebbe facilmente immaginare sospeso nello spazio siderale. Lo si potrebbe facilmente immaginare come l’unica cosa esistente in tutto l’universo, uno spazio chiuso privo di un qualsiasi lato esterno.
Tutti gli ambienti, a Tōkyō, sembrano avere soltanto un lato interno. Tōkyō stessa, vista da dentro, sembra infinita, senza uscita. Il labirinto perfetto.
Questioni di etichetta
3 Agosto, 2008 at 0:03 | In Pensieri | 4 CommentsTags: educazione, Etichetta, regali
In giornata, Furuya-san mi ha aiutato ad organizzare la gita a Kashiwazaki. Diciamo che ha fatto tutto lui. Ha prenotato l’albergo e il treno, ha contattato il mio punto di riferimento Kuroda-san via e-mail e via cellulare ed è arrivato a lasciargli quattro messaggi nella segreteria telefonica per assicurarsi che venga a prendermi in stazione domani, all’ora prefissata. In più, mi ha prestato la sua macchina fotografica.
Si pone un problema: che cosa porto a Kuroda-san? Dopo una breve discussione, i signori Furuya mi hanno detto che non serve che porti nulla. Basta un biglietto di ringraziamento (e magari un piccolo pensiero) quando torno. Mi hanno consigliato eventualmente di pagare la mia parte se mangiamo fuori (e fin qui nulla di strano); se poi Kuroda-san insiste per pagare tutto lui, devo rifiutare l’offerta al massimo per due volte, e poi accettare. Mentre mi dicevano queste cose mi sentivo sempre più in imbarazzo: finora, da quando sono qui, mi hanno offerto praticamente tutto in nome dell’amicizia fra rotariani, e i miei tentativi più o meno maldestri di rifiutare non hanno mai rispettato l’etichetta prevista. Ho provato a fargli capire la mia preoccupazione; mi hanno detto di non preoccuparmi.
Il che pone un nuovo, interessante quesito: mi dicono di non preoccuparmi perché effettivamente non devo preoccuparmi, oppure si aspettano che per educazione io continui a preoccuparmi? O magari che mi preoccupi per due volte di seguito, e poi accetti di buon grado di non preoccuparmi?
Pomeriggio con i signori Furuya
3 Agosto, 2008 at 0:02 | In Narrazione, Pensieri | Leave a CommentTags: Caffè, Chirashi-zushi, Chiyoda, Harajuku, Kabuki-cho, Kasumi-ga-seki, Lingua giapponese, Maserati, Palazzo imperiale, Roppongi, Shinjuku, Tokyo, Trieste
Comincia con la classica domanda: “Guido-kun wa kyō no gogo, nani wo shitai desu ka?”, che vuoi fare oggi pomeriggio? Continue reading Pomeriggio con i signori Furuya…
Casa Furuya
3 Agosto, 2008 at 0:01 | In Esperienze | Leave a CommentTags: Casa giapponese, Futon, Giardino, O-furo
Oggi Sasage-san è partita per le terme assieme alla nipotina. Starà via tre giorni e durante questo periodo saranno i signori Furuya a prendersi cura di me (anche se il 4 e il 5 andrò a Kashiwazaki, a visitare la centrale nucleare). Perciò stamattina ho fatto armi e bagagli e mi sono trasferito a casa Furuya. Continue reading Casa Furuya…
Non mi smentisco mai
3 Agosto, 2008 at 0:00 | In Informazioni | 2 CommentsTags: Bus Terminal, Hamamatsu-cho, Macchina fotografica
Ho perso la macchina fotografica. Non capisco ancora come ho fatto, visto che ci sono sempre stato attento (per paura di perderla controllo ogni sera di averla sotto mano, prima di andare a dormire). Probabilmente l’errore è stato tenere macchina e custodia separate. Quando sono sceso dall’autobus, ieri, ho controllato di avere tutto, e la custodia c’era; ho pensato che la macchina fosse dentro, invece dovev’essere rimasta sul sedile.
Oggi ho telefonato alla compagnia degli autobus e sono anche ritornato fino al Bus Terminal di Hamamatsu-chō, ma purtroppo la macchinetta non è stata ritrovata. Sono mortificato e continuo a ripetermi baka, baka, baka.
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