Pasta
1 Agosto, 2008 at 0:02 | In Esperienze, Narrazione | 2 CommentsTags: Ketchup, Lingua giapponese, Pasta, Spaghetti
Questa sera è venuto a cena Masato-kun, il nipote più giovane di Sasage-san. La signora aveva deciso di preparare la pasta, perciò mi sono offerto di aiutarla. Alla fine, lei ha spadellato le verdure e io mi sono occupato della cottura degli spaghetti (apportando una modifica fondamentale alla ricetta di partenza, che non prevedeva l’aggiunta di sale). Continue reading Pasta…
La prima passeggiata. Da solo
1 Agosto, 2008 at 0:01 | In Narrazione, Pensieri | 3 CommentsTags: Nostalgia, Odaiba, Oi-machi, Osaki, Passeggiata, Tokyo, Tokyo Teleport
“Sasage-san, kyou no gogo sanpō ni itte mo ii desu ka?”, posso andare a fare una passeggiata questo pomeriggio?
Mi aspettavo un sì o un no, non certo che si mettesse a spulciare guide e a telefonare a destra e a sinistra per trovare un posto dove farmi andare!
Avrei dovuto immaginarlo. Per un giapponese, l’idea che un turista possa andare a zonzo per la città senza una meta precisa dev’essere semplicemente insensata. Dopo lunghe riflessioni, Sasage-san mi ha consigliato di andare al Tōkyō Teleport (terepōto) di Odaiba, un vasto quartiere commerciale su un’isola artificiale a un quarto d’ora di treno da qui. Ci sono andato. In un modo o nell’altro sono riuscito nel mio intento: passeggiare, pensare, e trovare un po’ di Giappone autentico da fotografare e ricordare. Al ritorno, in un guizzo di serendipità sono sceso dal treno una stazione prima (Ōi-machi anziché Ōsaki). Dopo trecento metri a piedi avevo già perso l’orientamento. C’era un’atmosfera dolcemente malinconica che le luci della sera non facevano che accentuare. Ho sentito nostalgia di casa e al tempo stesso ho sofferto della consapevolezza che non riuscirò mai a vedere tutto e a capire tutto, per quanto possa sforzarmi. Mi sono ritrovato in un angolo di quartiere (nella foto) che sembrava un piccolo paese rurale inglobato dalla grande città, come un pesciolino nel ventre di una balena. Non c’era alcuna speranza di raggiungere Ōsaki a piedi. Ho deciso quindi di ritornare alla stazione di Ōimachi e di fare in treno anche l’ultimo tratto.
Tōkyō è grande. Tōkyō è anche più grande.
Pranzo con il Rotary
1 Agosto, 2008 at 0:00 | In Narrazione | 2 CommentsTags: Hotel Pacific, Kimi ga yo, Suica, Tokyo Osaki Rotary Club, Youth Exchange Program
Programma di oggi: pranzo con il Tōkyō Ōsaki Rotary Club e incontro con il governatore del Distretto 2750 (signor Nobuyuki Shindo). Un florilegio infinito di inchini, hajimemashite (piacere di conoscerla), yoroshiku onegai shimasu (confido nella sua benevolenza), scambio di biglietti da visita ecc. C’era anche Carlotta, l’altra ragazza italiana che partecipa allo Youth Exchange Program, atterrata soltanto in mattinata. (È comprensibile che fosse un po’ stravolta, poverina.) La riunione si è svolta così: saluti, campanella, canzoni [Kimi ga yo (inno nazionale giapponese) + inno del Rotary], pranzo, saluto agli ospiti (noi), comunicazioni, discorso del governatore, fotografie, saluti. Il tutto in un ampio attico dell’Hotel Pacific, a cento metri di altezza sopra la stazione di Shinagawa. Ci hanno servito un curioso brodetto di pomodoro, un consommé di filetto con contorno di fagioli, insalata fresca, dessert, caffè in tazza grande – tutto in rapida successione, con un’efficienza da catena di montaggio. Il discorso del governatore è stato molto lungo e tutt’altro che un discorso di circostanza, da quel poco che ho capito. Applausi e grandi sorrisi.
Finita la riunione, Furuya-san ha preso me e Carlotta sotto la sua ala protettiva e ha consegnato a ciascuno una tessera prepagata per autobus, treni e metro [ce l’hanno tutti, si chiama Suica (che suona un po’ come suika, cocomero)], un cellulare UMTS con 8.000 yen di traffico telefonico e una mancetta di 20.000 yen per le piccole spese. Tanto per gradire. Un euro sono 170 yen circa, fate un po’ i conti. Siamo rimasti basiti. I giapponesi sorridevano. Ovviamente abbiamo accettato di buon grado la violenza. Tōkyō Ōsaki Rotary Club, dōmo arigatō gozaimasu.
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